Il report di Legambiente incorona Trento città più green, ma svela un profondo divario con il Sud. Bene Cagliari. Analizziamo la classifica delle città sostenibili, le criticità croniche e i problemi ambientali che frenano la transizione ecologica del Paese.
Le città italiane sono in affanno nella corsa verso la sostenibilità ambientale. La trentaduesima edizione del rapporto Ecosistema Urbano 2025, curato da Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore, dipinge una nazione spaccata in due.
Mentre il Nord mostra segnali di progresso, con Trento, Mantova e Bergamo sul podio delle più virtuose, il Mezzogiorno fatica a tenere il passo, zavorrato da problemi strutturali.
L’analisi, basata su 19 indicatori, conferma che nessuna delle 106 città capoluogo raggiunge un punteggio ideale, evidenziando un percorso ancora lungo e complesso per la transizione ecologica.
La Classifica 2025: chi sale e chi scende nel podio della sostenibilità?
La vetta della classifica di Ecosistema Urbano 2025 è saldamente occupata da città del Nord Italia. Trento riconquista il primo posto con un punteggio del 79,78%, superando la soglia di eccellenza dei 75 punti insieme a Mantova (78,74%). Medaglia di bronzo per Bergamo (71,82%), protagonista di una notevole scalata grazie a politiche efficaci su raccolta differenziata e ciclabilità.
La top ten è completata da Bolzano, Pordenone, Reggio Emilia, Parma, Rimini, Bologna e Forlì. Questo quadro evidenzia un trend consolidato: le città di medie dimensioni del settentrione si dimostrano le più reattive nell’implementare politiche ambientali efficaci.
Il divario tra Nord e Sud emerge chiaramente, con le eccezioni di Cosenza 16ma e Cagliari 23ma, la città capoluogo della Sardegna in particolare, eccelle per numerosi valori, superando spesso anche Trento.
Trento vs Cagliari: confronto tra la prima e la migliore del Sud
Confrontiamo i dati della vincitrice Trento (1°) con quelli di Cagliari (23°). Se da un lato Trento eccelle nella gestione delle risorse, con una dispersione della rete idrica contenuta al 29,3%, Cagliari sprofonda al 90° posto nazionale per questo indicatore, sprecando un allarmante 60,1% dell’acqua immessa in rete. Anche sulla qualità dell’aria per il PM10, Trento (31°) fa decisamente meglio di Cagliari (79°).
Sorprendentemente, però, il capoluogo sardo si dimostra un modello in altri settori. Con 193,3 viaggi annui per abitante, si classifica 10° in Italia per l’uso del trasporto pubblico, superando nettamente Trento (15° con 140,3 viaggi).
Cagliari eccelle anche per il verde urbano: è 12° per numero di alberi ogni 100.000 abitanti (39) contro il 61° posto di Trento (15,5) e vanta più metri quadri di isole pedonali per abitante.
I dati di Cagliari in dettaglio: un’analisi indicatore per indicatore
Il 23° posto di Cagliari, con un punteggio finale di 63,66%, come già accennato, è il risultato di una performance dai forti contrasti. L’analisi dei singoli indicatori rivela eccellenze nazionali inaspettate, affiancate da criticità profonde che ne frenano il potenziale.
Ecco una fotografia dettagliata delle performance ambientali del capoluogo sardo.
- Qualità dell’Aria: Cagliari si distingue per l’Ozono, classificandosi al 2° posto in Italia con zero giorni di superamento dei limiti. Meno lusinghieri i dati sulle polveri sottili e gli ossidi di azoto: 79° posto per il PM10 (28,0 µg/mc), 47° per il PM2,5 (13,0 µg/mc) e 73° per il Biossido di azoto (24,0 µg/mc).
- Risorse Idriche e Rifiuti: La gestione dell’acqua rappresenta il punto più critico. La città è al 90° posto per dispersione della rete idrica, con uno spreco del 60,1% dell’acqua immessa. Anche i consumi idrici sono alti (155,7 litri per abitante al giorno, 73° posto). Positiva, invece, la gestione dei rifiuti, con un’ottima raccolta differenziata al 75,4% (24° posto) e una produzione pro capite di rifiuti di 471,7 kg (32° posto).
- Mobilità: È il settore di eccellenza. Cagliari è nell’elite nazionale per offerta di trasporto pubblico (8° posto con 50,1 km percorsi per abitante) e per numero di passeggeri (10° posto con 193,3 viaggi annui per abitante). Questi primati sono però contraddetti da un elevato tasso di motorizzazione (68,8 auto ogni 100 abitanti, 59° posto) e da una rete di piste ciclabili ancora limitata (8,1 metri per 100 abitanti, 47° posto). Il dato sulle ZTL risulta non disponibile.
- Ambiente Urbano e Suolo: La città mostra una notevole vocazione green. Spicca il 6° posto nazionale per uso efficiente del suolo (indice 9,0) e il 12° per numero di alberi (38 ogni 100.000 abitanti). Buone anche le performance per isole pedonali (24,8 mq ogni 100 abitanti, 55° posto) e verde totale (20,6 mq per abitante, 49° posto). Il trend del consumo di suolo si attesta a 6,0 mq/abitante (48° posto).
- Energia: Sul fronte delle rinnovabili, Cagliari si posiziona nella parte alta della classifica per il solare pubblico, con 8,8 kW di potenza installata su edifici pubblici ogni mille abitanti, che le valgono il 28° posto in Italia.
I più curiosi possono scaricare il rapporto Ecosistema Urbano 2025 o analizzarlo dinamicamente in tutte le sue voci sul sito del IlSole24Ore.
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Le altre province sarde: un quadro in affanno
Se Cagliari, pur con le sue contraddizioni, riesce a mantenersi nella parte alta della classifica nazionale, lo stesso non si può dire delle altre province sarde, che mostrano un trend negativo.
Nuoro subisce il crollo più vistoso, scendendo di 17 posizioni fino al 69° posto. Anche Oristano arretra, perdendo 12 posizioni e attestandosi al 74° posto, seguita a stretto giro da Sassari, 75°, che perde una posizione.
Questi dati evidenziano una difficoltà diffusa nell’isola ad affrontare le sfide della sostenibilità urbana, soprattutto per quanto riguarda la gestione delle risorse idriche e la modernizzazione delle infrastrutture per la mobilità dolce, confermando un ritardo che va oltre il singolo caso e assume una dimensione regionale.
FAQ – Ecosistema Urbano 2025
Quali sono gli indicatori usati da Ecosistema Urbano?
Il rapporto analizza le performance ambientali dei capoluoghi sulla base di 19 indicatori raggruppati in 6 aree tematiche: qualità dell’aria (es. PM10, PM2.5, ozono), gestione delle acque (es. consumi, dispersione idrica), rifiuti (es. produzione, raccolta differenziata), mobilità (es. trasporto pubblico, ciclabilità), ambiente urbano (es. verde pubblico, consumo di suolo) ed energia (es. solare pubblico).
Perché le città del Sud sono quasi tutte in fondo alla classifica?
Le città del Mezzogiorno soffrono di ritardi strutturali e storici. Le cause principali includono reti idriche obsolete che causano enormi perdite, un’offerta di trasporto pubblico spesso insufficiente che favorisce l’uso dell’auto privata, e una minore capacità di investimento in politiche di sostenibilità a lungo termine.
Cosa possono fare le città per migliorare la loro performance ambientale?
Legambiente suggerisce di investire in infrastrutture strategiche, come il rinnovamento delle reti idriche e lo sviluppo di piste ciclabili continue. È fondamentale potenziare il trasporto pubblico per renderlo un’alternativa competitiva all’auto, aumentare le aree verdi e le isole pedonali, e promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili sugli edifici pubblici per accelerare la transizione ecologica.