La città sarda adotta il limite di velocità di 30 km/h e introduce attraversamenti pedonali rialzati. Un piano per la sicurezza stradale che segue l’esempio di Olbia e delle grandi città europee, puntando a ridurre gli incidenti e migliorare la vivibilità urbana.
Alghero compie un passo deciso verso un modello di mobilità urbana più sicuro e sostenibile, allineandosi a una tendenza ormai consolidata in tutta Europa. L’amministrazione comunale ha avviato l’installazione di nuova segnaletica e dissuasori di velocità per istituire il limite di 30 km/h in alcune delle arterie principali della città, come Via Garibaldi e Viale I° Maggio.
L’obiettivo è chiaro: abbattere drasticamente il rischio di incidenti mortali, soprattutto per gli utenti più vulnerabili come pedoni e ciclisti.
Questa iniziativa non è un caso isolato, ma si inserisce in una visione più ampia di “Città 30” che sta ridisegnando il volto di molti centri urbani, da Bologna a Parigi, con benefici che vanno oltre la semplice sicurezza.
Perché 30 km/h? I dati che guidano la scelta
La decisione di ridurre la velocità non è arbitraria, ma si fonda su solide evidenze scientifiche. Come sottolineato dall’assessore alla viabilità Roberto Corbia, studi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e della Federazione Internazionale dell’Automobile (FIA) dimostrano una correlazione diretta tra velocità e mortalità:
Un pedone investito da un veicolo a 50 km/h ha oltre l’80% di probabilità di non sopravvivere, mentre a 30 km/h questa probabilità crolla al 10%.
Rispettare il nuovo limite, quindi, significa agire su due fronti: da un lato, si riduce lo spazio di frenata, permettendo al conducente di evitare l’impatto; dall’altro, in caso di incidente, la minore energia cinetica riduce in modo esponenziale la gravità delle conseguenze.
È una misura preventiva il cui impatto sulla salvaguardia della vita umana è statisticamente provato. A Bologna, ad esempio, nel 2024 nessun pedone è morto, cosa che non avveniva dal 1991!
Oltre la sicurezza: i benefici (veri e presunti) di una “Città 30”
Se la riduzione della mortalità è il beneficio primario e indiscutibile, il modello “Città 30” porta con sé un ecosistema di vantaggi per la qualità della vita urbana.
Uno dei più evidenti è la diminuzione dell’inquinamento acustico: un traffico più lento e fluido genera meno rumore, rendendo le strade più vivibili. Inoltre, una velocità moderata incoraggia la mobilità dolce, come l’uso della bicicletta e gli spostamenti a piedi, con effetti positivi sulla salute pubblica e sulla socialità.
Più dibattuto, invece, è l’impatto sull’inquinamento atmosferico. Sebbene una guida meno aggressiva e con meno accelerazioni possa ridurre le emissioni, alcuni studi suggeriscono che a velocità molto basse i motori moderni potrebbero non lavorare in condizioni ottimali. Tuttavia, il bilancio complessivo pende a favore di un ambiente urbano più sano e a misura d’uomo.
Tutto questo malgrado le preoccupazioni di taluni cittadini che vedono questo sistema come un “bancomat” da parte del Comune per ottenere nuovi incassi attraverso le multe. Evitarle infatti è semplice, basta seguire le nuove regole. A Olbia ad esempio, solo poche decine gli automobilisti che sono stati puniti dopo la rilevazione del telelaser.
Da Olbia ad Alghero: la Sardegna sceglie la mobilità sostenibile
Alghero non è la prima città sarda a intraprendere questo percorso. La scelta segue l’esempio di Olbia, che ha agito da apripista nell’isola, implementando con successo una rete diffusa di zone a 30 km/h.
Questo precedente regionale dimostra la fattibilità e l’efficacia del modello anche in contesti urbani di medie dimensioni, non solo nelle grandi metropoli.
L’iniziativa di Alghero, quindi, rafforza una tendenza sarda verso la mobilità sostenibile, segnalando una crescente consapevolezza da parte delle amministrazioni locali sull’urgenza di ripensare gli spazi urbani, mettendo al centro la sicurezza e il benessere dei cittadini anziché la velocità dei veicoli a motore.
Come cambia la viabilità: “bolloni” e attraversamenti rialzati
L’attuazione del piano di viabilità ad Alghero si basa su interventi concreti. I primi lavori, realizzati in sinergia con la Polizia Locale e la società in-house, hanno visto l’installazione dei cosiddetti “bolloni”: si tratta di dissuasori di velocità ottici e sonori che, posti sull’asfalto, segnalano fisicamente la necessità di rallentare.
Ma questo è solo l’inizio.
L’assessore Corbia ha annunciato che il percorso proseguirà con l’introduzione dei primi attraversamenti pedonali rialzati, una soluzione strutturale che costringe i veicoli a ridurre la velocità in prossimità delle strisce, aumentando la sicurezza per chi attraversa.
Parallelamente, la Polizia Locale intensificherà i controlli con l’impiego di telelaser per garantire il rispetto delle nuove normative.
Limite 30 km/h Alghero: Domande Frequenti (FAQ)
Quali sono le prime strade interessate dal limite di 30 km/h ad Alghero?
Le prime installazioni sono state avviate in due strade ad alta percorrenza: Via Garibaldi e Viale I° Maggio. Il piano prevede una graduale estensione della misura ad altre zone della città, con particolare attenzione alle aree sensibili come quelle in prossimità di scuole e ospedali.
Il limite a 30 km/h aumenterà i tempi di percorrenza in città?
Nei tragitti urbani, la velocità media è già molto bassa a causa di semafori, traffico e incroci. Studi condotti in altre città dimostrano che l’impatto sui tempi di percorrenza complessivi è minimo o addirittura nullo, a fronte di un notevole aumento della sicurezza e di una guida più fluida e meno stressante.
Sono previste sanzioni per chi non rispetta i nuovi limiti?
Sì. Il rispetto del nuovo limite di velocità sarà assicurato anche attraverso un’intensificazione dei controlli. La Polizia Locale utilizzerà strumenti come i telelaser per monitorare la velocità dei veicoli e sanzionare le infrazioni, come parte integrante della campagna sulla sicurezza stradale.