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Carnevale in Sardegna 2026: scopri il programma completo con tutte le date e le sfilate!

Vai di fretta? Ecco i punti principali:

  • Cosa: il Carnevale è una manifestazione diffusa in tutta l’isola, ma che assume connotati spesso assai diversi tra maschere tradizionali, sfilate di carri allegorici e antiche giostre equestri. In questo articolo trovi le date delle sfilate di ben 155 città e paesi della Sardegna!
  • Dove: in tutta la Sardegna, con eventi iconici in Barbagia (Mamoiada, Ottana), Oristano (Sartiglia), Gallura (Tempio Pausania) e nel sud dell’isola.
  • Quando: principalmente dal 12 febbraio (giovedì grasso) al 17 febbraio 2026 (martedì grasso), con numerose anticipazioni già da gennaio e un calendario che continua fino a marzo.
  • Attrazione principale: la spettacolare giostra equestre della Sartiglia, le maschere ancestrali del Carrasecare barbaricino e i maestosi carri allegorici di Tempio, Samassi, San Gavino e Marrubiu.
  • Costo/Ingresso: la maggior parte delle sfilate e degli eventi di piazza sono gratuiti; alcuni eventi specifici, come l’accesso alle tribune della Sartiglia, possono richiedere un biglietto.

Il Carnevale in Sardegna 2026 si prepara a offrire un’esperienza unica, un viaggio tra le diverse anime dell’isola. Le date principali da segnare in calendario sono giovedì 12 febbraio 2026 (giovedì grasso) e martedì 17 febbraio 2026 (martedì grasso), giornate clou di un periodo di festa che affonda le radici in antiche tradizioni agropastorali e si esprime oggi attraverso tre volti principali: quello goliardico e colorato dei carri allegorici, quello coraggioso e spettacolare delle corse a cavallo, e quello austero e misterioso delle maschere della Barbagia.

Dalla Gallura al Campidano, passando per il del Nuorese e l’Oristanese, quasi ogni paese celebra il Carrasecare con riti, sfilate ed eventi unici. In questo articolo trovi un calendario in aggiornamento con i programmi dei principali eventi, suddivisi per aree geografiche: Nord, Centro e Sud Sardegna.

Il consiglio di Dani: i calendari di feste e sfilate spesso escono con buon anticipo, ma per problemi organizzativi o maltempo è sempre possibile che qualche evento possa venire modificato negli orari, rinviato o persino annullato. Prima di partire quindi ti consiglio quindi di verificare nelle pagine social degli organizzatori.

Il Carnevale in Sardegna è anche un’esplosione di sapori, soprattutto dolci. La frittura è la grande protagonista, dando vita a prelibatezze irresistibili che accompagnano ogni giorno di festa. Tra le specialità da non perdere ci sono:

  • Zeppole (o Zippulas): soffici e profumate frittelle, spesso a forma di spirale o ciambella, aromatizzate con arancia, limone o acquavite. Vengono ricoperte di zucchero semolato e servite calde. Le ricette sono tante e spesso variano di paese in paese, di famiglia in famiglia.
  • Fatti Fritti (o Parafrittus): ciambelle fritte e lievitate, caratterizzate da una pasta morbidissima e dalla tipica riga bianca laterale. Sono una vera istituzione del carnevale isolano.
  • Frisjola Longa (o Frisjolas): tipiche del nord Sardegna, specie della Gallura, sono lunghe e croccanti strisce di pasta fritta, spesso arricchite con scorza d’arancia, e cosparse di zucchero.

Di seguito il calendario, in costante aggiornamento, degli eventi principali suddivisi per area geografica.

Partiamo subito con alcuni degli eventi più attesi e cioè le sfilate collettive di maschere tradizionali della Barbagia e non solo. Si tratta di eventi ai quali presentano numerosi gruppi in maschera, provenienti da diversi paesi della Sardegna e talvolta anche dalla penisola e dall’estero.

In evidenza:

Gli altri eventi:

  • Oristano (Sa Sartiglia): una spettacolare giostra equestre di origine medievale che si corre l’ultima domenica e martedì di carnevale. Uno degli eventi più importanti dell’intera isola. Trovi qua info e prezzi sui biglietti della Sartiglia.
  • Bosa (Su Karrasegare Osincu): uno dei più peculiari dell’Isola, con date date e tanti eventi, dalla ricerca di Jolzi all’apertura delle cantine, dal corteo mascherato in barca sul Temo alla sfilata delle maschere tradizionali e via dicendo. Fino al martedì grasso con “S’Attittidu”, la rappresentazione satirica del lamento funebre per la morte del Carnevale.
  • Mamoiada: la patria dei Mamuthones e degli Issohadores, le maschere più iconiche e misteriose del carnevale sardo, che rieccheggiano ancestrali culti dionisiaci. La prima uscita avviene già il 17 gennaio.
  • Ottana: famoso per le maschere dei Boes (buoi) e dei Merdules (i guardiani), che mettono in scena un’antica lotta tra le forze opposte della natura, in un rito proprzio di rigenerazione.
  • Orotelli: protagonisti sono i Thurpos (‘ciechi’), maschere cupe che indossano un cappotto di orbace nero e rappresentano la fatica del lavoro contadino.

Province di Nuoro e Ogliastra:

Provincia di Oristano:

  • Cagliari: Il carnevale cittadino si anima con la tradizionale sfilata della Ratantira e il rogo di Re Cancioffali.
  • Samassi: Assieme a quello di Samassi è il polo del carnevale con spettacolari carri allegorici nel sud Sardegna, coinvolgendo l’intero Medio Campidano e oltre.
  • San Gavino Monreale: Uno dei carnevali più importanti del sud Sardegna, con grandi carri allegorici in competizione tra loro.

Costi e Biglietti:

La partecipazione alla maggior parte delle sfilate e degli eventi di piazza in Sardegna è gratuita e aperta a tutti. Per alcuni eventi specifici, come l’accesso alle tribune per assistere alla Sartiglia di Oristano o alle sfilate dei carri a Tempio Pausania, è solitamente necessario l’acquisto di un biglietto. Si consiglia di verificare le modalità di accesso sui siti ufficiali delle singole manifestazioni.

Per maggiori info e aggiornamenti:

Questo articolo è una guida generale per orientarsi tra i numerosi eventi del Carnevale in Sardegna. Poiché i programmi possono subire variazioni, ti consiglio di consultare sempre i canali ufficiali dei singoli comuni o dei comitati organizzatori per conferme su date, orari ed eventuali modifiche.

Dove dormire:

Il Carnevale è un periodo di alta stagione in molte località. Se hai intenzione di visitare i centri più famosi come Oristano, Tempio o Mamoiada, ti consiglio di prenotare il tuo alloggio con largo anticipo.

Come arrivare:

Per spostarsi tra i vari paesi e assistere ai diversi eventi, l’auto è senza dubbio il mezzo più comodo. Le principali località sono raggiungibili attraverso la SS131 Carlo Felice e le altre arterie stradali dell’isola. Ricorda di guidare con prudenza. Ti consiglio di verificare la presenza di autovelox attivi in Sardegna per viaggiare in sicurezza.

Carnevale in Sardegna 2026: Domande Frequenti

Quando sono le date principali del Carnevale in Sardegna 2026?

Le giornate più importanti del Carnevale 2026 in Sardegna sono Giovedì Grasso, il 12 febbraio, e Martedì Grasso, il 17 febbraio. Tuttavia, è bene ricordare che in molte località, specialmente in Barbagia, i festeggiamenti iniziano molto prima, già a partire dal 17 gennaio con i fuochi di Sant’Antonio Abate, considerati la prima uscita ufficiale di molte maschere tradizionali.

Qual è la differenza tra il carnevale barbaricino e quello allegorico?

Il carnevale sardo ha due anime distinte. Il carnevale barbaricino (Mamoiada, Ottana) è caratterizzato da maschere cupe, pelli di pecora, campanacci e rituali solenni che rievocano antiche lotte tra uomo e natura e riti propiziatori. Il carnevale allegorico (Tempio, San Gavino), invece, è più simile a quello di altre parti d’Italia, con grandi carri di cartapesta, sfilate colorate, musica, balli e una forte componente di satira sociale e politica. Nell’oristanese invece, spazio alle giostre equestri, con corse all’anello, a feticci lungo il percorso e pariglie acrobatiche.

Quali sono i dolci tipici da assaggiare durante il Carnevale?

Durante il periodo del Carnevale è d’obbligo assaggiare i dolci fritti della tradizione. I più famosi e diffusi in tutta l’isola sono le zeppole (zippulas), le ciambelle lievitate note come fatti fritti (parafrittus) e, soprattutto nel nord, le croccanti frisjolas longa. Ogni dolce è una delizia da gustare calda, magari accompagnata da un buon bicchiere di vino locale.