Dopo quasi 30 anni di abbandono, l’ex polo industriale di Assemini si prepara a una profonda trasformazione. Il progetto di riqualificazione, annunciato dal sindaco Mario Puddu, mira a trasformare l’area in un nuovo cuore pulsante per grandi eventi, sviluppo e innovazione, grazie alla collaborazione con l’Università di Cagliari.
Un pezzo della storia industriale della Sardegna si prepara a scrivere un nuovo capitolo. Le ex Fornaci Scanu di Assemini, un gigante silenzioso da quasi tre decenni, sono al centro di un ambizioso progetto di riqualificazione che promette di trasformare un’area di oltre 63 ettari in un punto di riferimento per l’intera area metropolitana di Cagliari.
L’annuncio del sindaco Mario Puddu ha riacceso le speranze su uno dei siti di archeologia industriale più significativi della regione, delineando un futuro fatto di cultura, socialità e nuove opportunità economiche.
Da simbolo del lavoro a gigante addormentato: la storia delle Fornaci Scanu
Per decenni, il nome Scanu è stato sinonimo di laterizi in tutta la Sardegna. Con i suoi stabilimenti ad Assemini, Guspini e Sestu, l’azienda ha rappresentato un pilastro dell’economia locale, offrendo lavoro e stabilità a centinaia di famiglie.
Le Fornaci di Assemini, in particolare, non erano solo una fabbrica, ma un simbolo di identità comunitaria, un luogo dove la storia di molti cittadini si è intrecciata con la crescita, anche urbanistica, del territorio.
La cessazione della produzione, avvenuta circa 30 anni fa, ha lasciato un vuoto non solo economico ma anche sociale, trasformando l’imponente struttura in un monumento malinconico al passato industriale, in attesa di una nuova vocazione.
Il nuovo progetto di riqualificazione: un’alleanza per il futuro di Assemini
La svolta arriva da una visione condivisa tra pubblico e privato. L’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Mario Puddu, ha avviato un dialogo proficuo con la proprietà dell’area, trovando una volontà comune per la valorizzazione del sito.
A questo sodalizio si aggiunge un attore fondamentale per garantire una progettualità di alto livello: l’Università di Cagliari.
L’ateneo cagliaritano è stato coinvolto per sviluppare un progetto a lungo termine, capace di tenere insieme le diverse anime del luogo: quella sociale, commerciale, ricreativa e, soprattutto, quella legata al suo valore di archeologia industriale e ambientale.
Questo approccio multidisciplinare è la chiave per trasformare un’area dismessa in una risorsa strategica per la città.
Il primo passo concreto: un’area da 63 ettari per grandi eventi
Il progetto partirà con un obiettivo chiaro e di forte impatto: destinare una parte significativa dell’enorme superficie a disposizione all’organizzazione di grandi eventi.
Concerti, spettacoli, manifestazioni culturali e sportive potranno trovare qui uno spazio ideale, capace di attrarre pubblico da tutta la Sardegna. L’idea è creare un polo attrattivo che porti ad Assemini nuova vitalità, stimolando l’economia locale e il turismo.
D’altronde Assemini è stata per decenni la capitale del divertimento dell’hinterland cagliaritano, con le tante discoteche (chi ricorda Eurogarden, Kilton, K2, Woodstock e Il Grillo?) che hanno scritto la storia della città.
Questa prima fase funzionerà come un segnale importante, un modo per far riscoprire ai cittadini un’area a lungo dimenticata e per mostrarne le grandi potenzialità, ponendo le basi per gli sviluppi futuri.
Oltre gli eventi: quale sarà la visione a lungo termine?
Se l’area eventi rappresenta il punto di partenza, la visione a lungo termine è ancora più ampia e affascinante. L’ambizione è quella di creare un polo multifunzionale dove il recupero del patrimonio storico-industriale si integri con nuove funzioni commerciali, spazi ricreativi per le famiglie e aree verdi (a patto che si faccia qualcosa per le zanzare, siamo ai confini con una grande area umida).
La collaborazione con l’università suggerisce un’attenzione particolare alla sostenibilità ambientale e all’innovazione.
Si punta a un intervento che non solo riqualifichi fisicamente l’area, ma che la restituisca pienamente alla comunità, facendola diventare un centro nevralgico della vita sociale e culturale di Assemini e dell’intera Città Metropolitana di Cagliari.
FAQ – Domande Frequenti sul Progetto Fornaci Scanu
Quando inizieranno i lavori di riqualificazione?
Il comunicato del sindaco ha dato il via alle interlocuzioni ufficiali con la proprietà e l’Università di Cagliari. Le tempistiche precise per l’inizio dei lavori non sono ancora state definite, ma la creazione dell’area per grandi eventi è indicata come il “primo passo” del progetto.
Quali tipi di eventi si potranno organizzare nella nuova area?
La visione dell’amministrazione è quella di uno spazio polifunzionale adatto a ospitare concerti, spettacoli dal vivo, manifestazioni culturali di vario genere ed eventi sportivi, trasformando l’area in un nuovo punto di riferimento per l’intrattenimento in Sardegna.
Che ruolo avrà l’Università di Cagliari nel progetto?
L’Università di Cagliari è stata coinvolta per collaborare alla stesura di un progetto di riqualificazione di lungo periodo. Il suo contributo sarà decisivo per garantire un approccio scientifico e multidisciplinare che valorizzi gli aspetti di archeologia industriale, ambientali, sociali e commerciali del sito.
Speriamo che non piove, altrimenti si possono organizzare, i campionati di canoa.
Da ragazzo avevo circa 6-8 anni ho conosciuto il sito come una palude.