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La vittoria più bella della Costa Smeralda | Un’intera comunità in missione per trasformare la villa della mafia in un tesoro pubblico

Un segnale forte di rinascita e legalità arriva dal cuore della Costa Smeralda. Il Comune di Arzachena ha ufficialmente presentato la sua candidatura per acquisire il prestigioso complesso immobiliare “Ville Jacques Couëlle Monti Mannu“, un bene sottratto alla criminalità organizzata.

L’ambizioso obiettivo è trasformare queste architetture uniche, nate dal genio di uno dei padri fondatori dello stile smeraldino, nel primo “Museo della Costa Smeralda”.

L’iniziativa, guidata dal sindaco Roberto Ragnedda, non solo mira a recuperare un patrimonio di eccezionale valore, ma si inserisce in una visione strategica più ampia per valorizzare il territorio attraverso la cultura e attrarre un turismo di qualità durante tutto l’anno.

Per comprendere appieno il valore del complesso di Monti Mannu, è essenziale conoscere la figura di Jacques Couëlle (1902-1996). Architetto francese visionario, fu uno dei pionieri che, a partire dagli anni ’60, definirono l’identità architettonica della Costa Smeralda.

Soprannominato “l’architetto-scultore“, Couëlle era celebre per il suo stile organico, caratterizzato dall’abbandono delle linee rette in favore di forme sinuose e morbide che si integrano armoniosamente con il paesaggio.

Utilizzando materiali locali come granito e legno, le sue creazioni, tra cui il celebre Hotel Cala di Volpe, non sono semplici edifici, ma vere e proprie sculture abitabili che dialogano costantemente con la natura circostante.

Le ville di Abbiadori sono un esempio lampante di questa filosofia, un patrimonio che incarna la storia e l’anima stessa della Costa Smeralda.

Il complesso, esteso su circa 30.000 metri quadri, è attualmente gestito dall’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla Criminalità Organizzata (ANBSC).

La richiesta del Comune di Arzachena di prenderlo in gestione rappresenta un momento di alto valore simbolico: la trasformazione di un bene, frutto di attività illecite, in un luogo al servizio della collettività.

Come dichiarato dal sindaco Roberto Ragnedda, l’obiettivo è “restituire alla comunità un bene di straordinario valore architettonico e simbolico per trasformarlo in un luogo di cultura, memoria e legalità“.

Questa operazione si pone in continuità con altre iniziative simili volte a riutilizzare a fini sociali i beni confiscati, un processo fondamentale per riaffermare la presenza dello Stato e generare valore per il territorio.

Il progetto del “Museo della Costa Smeralda” è ambizioso e ben definito. Lo studio di fattibilità, coordinato dal dirigente Mario Chiodino in collaborazione con lo Studio Artek Design, prevede la creazione di un polo culturale polifunzionale.

All’interno delle ville troveranno spazio aree espositive permanenti dedicate alla nascita e allo sviluppo della Costa Smeralda, sale per convegni, laboratori e attività didattiche. Il progetto include anche la realizzazione di servizi accessori come un bookshop e una caffetteria, pensati per rendere il museo un luogo vivo e accogliente.

L’iniziativa non è un intervento isolato, ma fa parte di una strategia comunale volta a diversificare l’offerta turistica, promuovendo percorsi integrati che colleghino le attrazioni della costa con il ricco patrimonio archeologico e naturale dell’entroterra, favorendo così la destagionalizzazione dei flussi turistici e creando nuove opportunità economiche.


Chi era Jacques Couëlle?

Jacques Couëlle era un celebre architetto francese, considerato uno dei pionieri dello “stile Costa Smeralda”. Famoso per le sue architetture organiche e scultoree, utilizzava materiali locali per integrare perfettamente gli edifici nel paesaggio naturale, come dimostrano le sue ville e l’Hotel Cala di Volpe.

Cosa fa l’Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati?

L’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla Criminalità Organizzata (ANBSC) è un ente pubblico che gestisce i beni sottratti alle mafie. Il suo compito è amministrare questi patrimoni e destinarli a un riutilizzo per fini istituzionali o sociali, restituendoli così alla collettività.

Quali saranno le principali attrazioni del nuovo museo?

Il futuro Museo della Costa Smeralda ospiterà spazi espositivi sulla storia del territorio, sale per convegni, laboratori didattici, un bookshop e una caffetteria. L’obiettivo è creare un centro culturale dinamico per residenti e turisti, che racconti l’evoluzione della Costa Smeralda e ne valorizzi il patrimonio.

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